09/05/2008, ore 08:29

Ho imparato a far lavorare bene i cinni del corso di disegno. Adesso fanno cose esagerate, e parlo per difetto. Cinque anni fa, quando ho incominciato l'avventura, dicevo qualche timida cosina a mezza voce e lasciavo fare. Adesso li affronto uno per uno occhi negli occhi e nei momenti critici son proprio stronza forte, ma cavolo come son diventati bravi, e come mi sono affezionati neh.

Ho imparato a non aver paura di parlare con i clienti-fornitori-collaboratori-capi. Quasi sempre ci riesco e quasi sempre se ho direttamente a che fare con il problema, senza che si metta in mezzo qualcun altro, lo risolvo. Se non ci riesco passo qualche notte agitata (tipo 'sta settimana) fino a quando non faccio la pensata risolutiva.

Ho imparato a dire le cose che mi pesano sul cuore senza più troppe paturnie e mi sono accorta che quasi contemporaneamente il fatto di riuscire a parlarne le ha ridimensionate, tanto è vero che la maggior parte non le dico neanche perchè non son poi così tragiche. Contorta vero?

Ho visto un pezzo di annozero ierisera e mi veniva da piangere, quindi ho preferito leggere Jonatan Safran Foer. Sono un'ammiratrice degli autori ebrei, ma mi piace in genere la letteratura israeliana, anche se ne ho letto poco più che una mano di titoli. La faccenda di Torino per me è una roba gonfia e vuota, dal di fuori. Il libro vince sempre, il libro va oltre le bandiere e le barriere. Questo i naziskin mica lo sanno, ma chi li adopera si.

Ah, ho anche fatto l'arrosto di maiale al sesamo: Figaccione ha detto buona 'sta carne, peccato che ci son sopra tutti questi semini.
cristina13

07/05/2008, ore 08:43

Stamattina ho accompagnato a scuola Perfy che mi ha confessato la sua totale incapacità a stare concentrata durante le lezioni. Stavolta la causa sarebbe da attribuire al fatto che penso sempre alla musica house invece di ascoltare le profe. Poi ha lamentato la difficoltà a tirar su la cerniera dei ginsini, perchè le va stretto tutto, sbottando con un piccato la colpa è tutta di Franciacorta che mi porta sempre in piadineria. Questa è una notizia semiseria e potrei azzardare una chiosa ma mi pare parli da sè.

Ho letto questo annuncio, giuro che è vero:
Sono un (età)enne di (città) di bella presenza aspetto molto giovanile
sono in cerca di una donna da poter intraprendere una relazione seria e duratura
per una futura convivenza casa di proprietà non la sto cercando giovane.

No, scusa un attimo.
Caro (età)enne, o sei uno sfigato pazzesco oppure non sei tanto a posto, lasciatelo dire. Ma come: mi ti ci proponi in questo romanticissimo modo? Primo, non la sto cercando giovane vai a dirlo a tua zia e non alla futura sposa. Secondo, che tu abbia la casa di proprietà non la vedo come una grandissima attrattiva erotica nè tantomeno sentimentale, abbi pazienza. Terzo, studiati la grammatica che il da poter intraprendere sembra più che altro una proposta di collaborazione professionale -non si adopera per una relazione seria e duratura. A 'sto punto mettici una bella planimetria dell'alloggio, una copia della dichiarazione dei redditi e una bozza del contratto prematrimoniale che le candidate muoveranno i loro legali. Eh.
(nota bene, la città è a me molto nota).

Ieri pomeriggio ho incrociato per le scale Darkettona che usciva. Trucco nero e viola pesante. Leggins viola, minigonna nera, capello lungo tinto nero, zeppone. Ciondolame vario tintinnante e grande aspersione di profumo per tutta la sua estesa superficie. Centotrenta chili abbondanti, visibilissimi, udibilissimi, annusabilissimi. Mi son chiesta se il calare improvviso e agghiacciante del silenzio assoluto dai due laboriosi cantieri per strada fosse collegato al suo passaggio.

fine ciao
cristina13

05/05/2008, ore 08:06

Comincio con le cose importantissime. Venerdì scorso ho fatto la tinta.
La tipa che mi colora la chioma ha annunciato ti faccio un lucidante sulle lunghezze, e poi si è addentrata a spiegare a un'altra cliente tutte le caratteristiche dei suoi esami del sangue. Boh, si capisce che ha sbagliato scatola e invece del lucidante per capelli ha usato quello del cassettone di sua nonna. Fattosta che ho una testa color prontomobili metallizzato da nascondersi dentro a un sacchetto, per dire.
(ci son due scuole di pensiero, quelli che mi dicono occacchio, è azzardato ma fortissimo e quelli, più onesti e saggi, che fan finta di niente per non dover commentare).

C*ld*r*li mi sembra un uomo pieno di voglia di fare. Oltretutto è robusto, pieno di energia da smaltire (vedi color paonazzo et copiosissimo sudore). Quindi propongo di mandarlo a lavorare subito e di corsa: c'è un'intera lunga strada da costruire, quella che va dal Nord al Sud della Libia (è anche bella a livello di metafora, se vogliamo). Gliel'ha promessa il tizio che lo farà governare, secondo me gli farebbe gran bene faticare un cinque anni con ruspa e asfaltatrice. Me lo vedo, col fazzolettino a quattro nodi sul faccione crudele, sudare sotto il sole africano.
Laùra laùra, che ta fà bè...

A me non ha dato fastidio che abbiano pubblicato i redditi degli italiani del duemilaecinque. Non ho neanche pensato di guardare, in tutta onestà. Da ex moglie di ex artigiano so che si tratta di cose molto parziali ed imprecise, perchè ben altri sono i redditi e ben altre le loro sedi, mica in Italia e perdipiù tassate. Ahahaha, mi vien da ridere. Dice che così si espone al rischio rapimenti. Ecerto, è noto che i rapitori hanno intuito la ricchezza delle vittime attingendo avidamente dagli archivi dei settequaranta, che traparentesi son visibili in tutti i Comuni, mio compreso. Ma lo dico così, per avere un terzo punto da inserire nel post, sia ben chiaro.

Vabè, concludo in bellezza. Stasera provo a fare i tacos, se mi gira.
cristina13

01/05/2008, ore 09:17

Ecco, mi posso allargare dicendo che ho avuto tre giorni in cui mi sentivo normale, perchè ho lavorato, fatto telefonate e mi son sentita dire ma insomma non ti fai mai vedere e io beh sai ho avuto un pò da fare.
Invece son stati giorni di apparenza, perchè in realtà non c'è un bel niente dentro, come nei bignè. Se non ci metti il ripieno solo aria e bon.
Ho anche conosciuto persone a forma di bignè. Croccanti e dorate fuori, vuote dentro. Magari hanno anche la glassa, tanto per tirarsela un pò. Beh, io non ho la glassa ma ad ogni modo dovevo darmi tutti i giorni un ripieno perchè c'è un buco, non so se rendo.

Ieri sera, all'appuntamento con lo specchio in bagno, mi son messa a contare le rughette sparse per il mio bel faccino, nel sacro rito delle smorfie. Ma perchè le rughe sono una cosa brutta? Chi lo sa. E pensare che ci abbiam messo tempo, lacrime, risate e notti insonni per farcele venire. Hei, hai presente quanti incubi per avere questa? E quante levatacce per calmare un pianto per ottenere quest'altra? Già. Quanti racconti sul viso della nonna. Quanto mi piacevano quei solchi quando diventavano profondi perchè le scappava un sorriso tenero.

Zitta zitta la primavera passa, camuffata da inverno tardivo. Non svuoto il cassetto dei dolcevita, non tiro giù lo scatolone delle felpine frùfrù. Non riesco a scaldarmi e non posso accontentarmi. Ci vorrebbe un gran sole, un sole che prometta ben altro che quei loschi figuri che si augurano una costituente. Mi ci vorrebbe un ricostituente.

Se mi identificassi in un frutto attualmente sarei un kiwi maturo. Buono, sugoso, da mangiare alla svelta altrimenti parte. Verde allegro, con i semini neri che fanno cric cric sotto ai molari. Buccia che vien via senza problemi, apparentemente ruvida e pelosa ma per finta. Uno zerbino che precede il succo dolce. E se mi identificassi in un animale sarei ancora un kiwi, per dire. Senza altra difesa che due zampette e una faccia innocente, da sfigato cronico. Povero kiwi, finito sulla scatola di un lucido da scarpe, senza mani per applaudire e senza ali per scappar via. Però corre veloce, il kiwi.

E buon primo maggio, festa dei lavoratori. Ho in bagno, nel reparto cultura spicciola, l'ultimo venerdì di Repubblica che dice la triste sorte dei trentenni di oggi. Penso, povere creature; precari, senza futuro lavorativo nè certezza alcuna. Proprio come me, solo che io ne ho a momenti quarantasei e non rientro nei parametri.
cristina13

28/04/2008, ore 08:23

Un disastro, per la via: camion-s che portano la terra per rifare i giardini dei vicini ricchi, camioncini di imprese che mettono il cappotto agli edifici di fronte, macchine parcheggiate che di notte si tende ad aprire per portar via. Sembra mica più lo stesso posto, questo posto alla periferia dell'impero -tranne per le buche sull'asfalto.
E rumore: il rumore esterno di prima mattina ti ricorda che devi morire e sovente di morte dolorosa. Di prima mattina di lunedì, di morte dolorosa a seguito di lunga sofferenza. Il vaffanculo day si dovrebbe fare di lunedì mattina quando ti svegliano tre camion-s con ruspa che rumoreggiano, altro che venticinque aprile.

Io volevo smettere di dire cose mie private inutili e vacue, invece tutte le volte ci ricasco. Che non si sta bene, che si deve essere riservati insomma. Tutto questo referenzialeggiare, manco fossimo su un blog, e che caspita. Certo che potrei anche imparare le buone maniere, usare argomenti forti, raccontare cose di altissimo livello per due tre post, e invece niente, come giri la testa trac, ti scado nello scontatissimo banale ed egocentrico torrentello di parole sui fatti miei.

Esempio: prepararsi per il lungo inverno, in senso politico s'intende. Osservare la lista dei ministri e trattenersi dal fare del sarcasmo -anche se è una tentazione elevatissima. Pensare al ministro delle riforme e immaginare cosa può accadere, per dire. Che poi ci vuol pochissima fantasia, son lì che parlano quei nomi.
Ecco: volevo smettere di scrivere mie personalissime tragedie perchè in effetti è irrilevante parlare di cose come un cuore pesante, una gola arrossata, un principio di esaurimento (un ossimoro, ci hai mai fatto caso?) davanti a questa prospettiva.

Vabè, leggerò per continuare la mia ricerca di risposte, che val più la grammatica della pratica, in casi disperati come il mio.
Eviterò, per quanto mi riuscirà possibile, di appestare il circondario con le mie paturnie sentimentali, lavorative, amicali, famigliari.
Leggerò anche se mi hanno detto ma tu, dopo aver finito le città invisibili, pensi di aver migliorato qualcosa nella tua vita? E' che devo capire certi ragionamenti, distrarmi da certe situazioni e magari rintracciare tra le righe quella frase che spiega e condividi e solleva dal fango della solitudine interiore (esagerata).
Perchè in fondo scrivere è darsi le risposte che non si trovano altrove e leggere è cercare le risposte che non si sa esprimere.
Questa me la segno, si sa mai.

(ma M*ra Carf*gna?)
cristina13

25/04/2008, ore 08:36

Hanno tentato di rubare la uan!
La uan, che ha ventanni buoni e ne dimostra quaranta, il che per una macchina è avere una certa età, che ha mezzo fianco strisciato pota c'era il sole contro e non ho visto il paracarro, che ha un color verde marcio vomitato dopo una notte preoccupata.
Darkman è molto teso: non è facile pagarsi una macchina nuova con lo stipendio che ha e l'aumento che non ha.
Lo capisco bene e non dico altro - si vive d'arte e di speranza.

mi piacerebbe vedere che faccia hanno gli sfigati che rubano le uan

Però oggi è il venticinque aprile. E' importante, è il giorno in cui si celebra la Resistenza. Oggi vale doppio, triplo, quadruplo.
E allora dico

Resistiamo al finto nuovo che invade, inquina, irrompe e insinua e potrei continuare con le i ma smetto.
Resistiamo ai ladri, ai vandali, a chi ci calpesta, ci umilia e ci insulta: sputare in cielo ha spiacevoli effetti collaterali, peggio per voi.
Resistiamo a chi ci abbandona, chi cambia strada, chi non sa scegliere. Ne troveremo altri, con il cuore più grande e il sorriso più caldo, lungo il nostro viottolo tortuoso (ma che panorami, vero?).
Resistiamo all'indifferenza del cinico, perchè noi abbiamo amici e abbracci che sanno sciogliere l'acciaio e il cemento (e loro no, tiè).
Resistiamo alla miseria, perchè siamo ricchi di idee, di amore e anche di un certo quantitativo di umorismo.

E -oltre a resistere- consideriamoci in buona compagnia.

Buona Resistenza.
cristina13

22/04/2008, ore 08:08

accolgo la richiesta di isi, che è una ragazza in gamba e racconto sei cose, sei piccole cose che mi piacciono.
Come quando ti chiedono di cambiar discorso perchè la faccenda è troppo, troppo tesa. Non sono bei momenti, dalle mie parti.
Ma si, parliamo d'altro.

prima cosa: mi piace scrivere cazzate sul blog. Mi piace quando vedo un casino di commenti, che la gente passa e dice la sua e poi qualcuno aggiunge e mi sembra quasi di vederle, le persone che animano un posto inesistente così incredibilmente vero. Una città umanissima e civile, una città luminosa.

seconda cosa: sia benedetta la donna che seppe preparare la crostata di albicocche più fragrante e burrosa che conosca. Adesso sta messa maluccio, la zia cuoca, ma mi piace ricordare la sua torta accompagnata al caffelatte caldo (ma non bollente) per colazione. Non si può spiegare, si può solo godere.


terza cosa: mi piace il pensiero che ho un letto comodo, un romanzo da finire, due ore di attenzione prima del coma notturno e nessun pensiero che mi ostacoli l'attenzione. Mi piace sgattaiolare nel sottopiumone e staccare i ponti col pianeta, ecco.


quarta cosa: mi piace, preparando la cena più o meno elaborata, più o meno riuscita, più
o meno volentieri, bermi un bicchiere di vino assolutamente privato, personale, non condiviso. Appoggio il vetro accanto ai fornelli e mentre spadello lo gusto un sorso alla volta, per conto mio.



quinta cosa: mi piace uscire dal cinema e ricordarmi che è sera o pomeriggio o piove con un senso di stordimento, perchè la storia mi è entrata nelle viscere e mi accompagnerà per ore. Mi piace lo straniamento e il distacco da quello che ho intorno, mi piace guardare le prime facce con aria stupita.


sesta cosa: mi piace quando penso al passato e mi dico con sollievo che è passato e quando penso al futuro e son contenta perchè ho speranza e soprattutto quando sono nel presente e sto lì, mi piace proprio. Per esempio succede in compagnia di belle persone, non vorrei essere altrove: solo lì e solo in quel momento. Bello.

cedo la catena a  Amissi, Superissima, Marina, Archimede, Bruletto e Ziby (che tanto non scrive più ma potrebbe mettere la sua lista su qualche blog esterno). Vorrei mettere altri cinquantasei nomi circa, ma son stati tutti già citati. E vorrei mettere un due tre nomi illustri, ma temo che si sentirebbero irritati dal venir coinvolti in un deprecabile mercimonio di bassissima levatura intellettuale.

C'è sempre la minoranza, anche nelle catene e c'è sempre una catena, anche nella maggioranza.
(sospiro e musica)
cristina13